Pieve di Segromigno in Monte

Denominazione: Plebs S. Laurentii de Sugrominio

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    Data prima documentazione: anno 872.

    Storia e Architettura

    Le prime notizie riguardanti la pieve di San Lorenzo o Pieve di Segromigno risalgono all'anno 816, quando ancora questa pieve risultava dipendente da quella di Lunata. Soltanto dall'anno 872 venne elevata al rango di Pieve e divenne indipendente.

    Nel XIII secolo la Pieve di San Lorenzo comprendeva le chiese di: Gragnano, Camigliano, Sant'Andrea in Caprile, San Pietro a Marcigliano, San Quirico a Petrojo, Valgiano e San Colombano. Nel territorio della Pieve furono presenti anche alcune chiese ospedaliere e spedali: Sant'Antonio (Camigliano), San Concordio (Rimortoli, S.Colombano), San Bartolomeo (Monte Gromigno), San Bartolomeo (Segromigno).

    La chiesa a tre navate con pianta a croce latina, conserva all'interno una colonna romana, che ricorda la tradizione culturale del luogo (secondo una tradizione locale venne trafugata dall'anfiteatro di Lucca). Innalzata nel XII sec. in blocchi di arenaria ben squadrati, denota una interpretazione locale del romanico pisano in particolare nelle grandi archeggiature della facciata (quelle del secondo ordine furono purtroppo sostituite da altri elementi decorativi).

    Costruite in epoca posteriore risultano le due fiancate prive di archeggiature e l'abside dove le medesime, anche se presenti, non sono riferibili a quelle della facciata. La primitiva abside fu sostituita nel 1738 da un edificio quadrangolare. Interventi ottocenteschi si ebbero all'interno, dove tuttavia la spazialità del XII sec. è abbastanza conservata. Piuttosto recente è l'eliminazione delle strutture che, sul lato sud, rendevano angusto il cortile disposto fra chiesa e canonica.

    Opere d'arte

    Tra le opere d'arte da segnalare possiamo annoverare il tabernacolo marmoreo che è riconosciuto dalla critica come opera di Baccio da Montelupo (1519), gli affreschi parietali di Luigi Ademollo, il pulpito in marmo del XVII secolo e un pezzo di un vecchio ambone oggi murato all'ingresso della canonica (sec.XIII).

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