La Farina di Castagne
La tradizione della farina di castagne, comunemente detta "farina di neccio", ha radici antiche in Garfagnana e il suo utilizzo, per la popolazione, è paragonabile a quello della farina di grano nelle zone di pianura.
Sebbene fosse consumata per lo più come polenta, le varianti per utilizzare la farina non mancavano. La farina, sciolta in acqua e cotta su fuoco tra due piastrelle di metallo, dava i NECCI che si accompagnano bene alla ricotta o ai salumi. Impastata con acqua, noci, bucce d'arancia, olio e cotta nel forno dava il famoso CASTAGNACCIO.
La fragranza di sapori del farro nasce a cominciare dal "metato" (piccolo edificio rurale) in cui le castagne, una volta raccolte vengono essiccate. Tradizionalmente alimentato al fuoco lento dei ciocchi di castagno, è nel "metato" che le castagne, dopo una permanenza di 40 giorni assumono quelle proprietà che saranno poi apprezzate, una volta pulite e trasformate in "farina di neccio della Garfagnana".La tradizione della farina di castagne, comunemente detta "farina di neccio", ha radici antiche in Garfagnana e il suo utilizzo, per la popolazione, è paragonabile a quello della farina di grano nelle zone di pianura.
Sebbene fosse consumata per lo più come polenta, le varianti per utilizzare la farina non mancavano. La farina, sciolta in acqua e cotta su fuoco tra due piastrelle di metallo, dava i NECCI che si accompagnano bene alla ricotta o ai salumi. Impastata con acqua, noci, bucce d'arancia, olio e cotta nel forno dava il famoso CASTAGNACCIO.
La fragranza di sapori del farro nasce a cominciare dal "metato" (piccolo edificio rurale) in cui le castagne, una volta raccolte vengono essiccate. Tradizionalmente alimentato al fuoco lento dei ciocchi di castagno, è nel "metato" che le castagne, dopo una permanenza di 40 giorni assumono quelle proprietà che saranno poi apprezzate, una volta pulite e trasformate in "farina di neccio della Garfagnana".
Torna al menù del Territorio