Santa Gemma Galgani

Gemma Galgani, santa italiana (Capannori, 12 marzo 1878 - Lucca, 11 aprile 1903), la cui memoria liturgica viene celebrata il 16 maggio. Gemma, venerata come santa dalla Chiesa cattolica, morì a soli 25 anni. Beatificata nel 1933, fu canonizzata da Pio XII nel 1940.
Gemma Galgani, quarta di otto figli, nacque a Capannori da Enrico Galgani, farmacista, e Aurelia Landi. Nei primi mesi dopo la sua nascita la famiglia Galgani si trasferì a Lucca, dove Gemma frequentò la scuola delle Zitine e iniziò ad avvicinarsi a Gesù.
Il 26 maggio 1885, nella chiesa di San Michele in Foro, l'arcivescovo di Lucca somministrò a Gemma la Cresima. Durante la messa, come dichiarò nella sua autobiografia: «...a un tratto una voce nel cuore mi disse: "Mi vuoi dare a me la mamma? Me la dai volentieri?". Fui costretta a rispondere di sì». Rimase orfana di madre a soli 8 anni e nel 1894 morì anche il fratello Gino.
Di salute estremamente cagionevole, abbandonò presto la scuola senza terminare gli studi per prendersi cura della casa e degli altri fratelli.
Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1897, la famiglia attraversò un periodo di grande povertà. Per pagare i debiti, Gemma e i suoi fratelli dovettero vendere la casa in cui abitavano e furono costretti a vivere della carità dei parenti. A peggiorare la situazione contribuì il fatto che Gemma si ammalò di meningite, da cui guarì dopo una novena a San Gabriele dell'Addolorata. Si ammalò inoltre di tabe spinale.
Gemma dedicava ogni giorno molte ore all'orazione mentale e alla meditazione della Passione di Gesù, per "poter aiutare Gesù nei suoi dolori", come dichiarò nella sua autobiografia. Dopo aver rifiutato una proposta di matrimonio per essere tutta di Gesù, Gemma sentì sempre più forte la vocazione a diventare suora. Chiese perciò di entrare in convento presso il Monastero della Visitazione. cosa che avviene il 1 maggio 1899.
Il 1 maggio 1899 l'Arcivescovo di Lucca dette il suo consenso, ma negò alla Madre superiora il permesso di inserire Gemma tra le suore del convento, adducendo come motivo la salute malferma di Gemma e il fatto che essendo orfana non disponeva della dote. La stessa cosa avvenne quando tentò di entrare presso le Zitine, le Cappuccine, le Teresiane. Fu questo il periodo nel quale Gemma prese il voto di castità. Successivamente si manifestò la comparsa delle stigmate.
Nel settembre del 1900 Gemma venne mandata a vivere presso Cecilia Giannini (che Gemma chiamerà sempre "zia Cecilia"), una signora anziana che conosceva padre Germano Ruoppolo, prete di austera vocazione passionista, che diventò il sacerdote confessore di Gemma nonché suo padre spirituale. Per ordine di quest'ultimo, Gemma scrisse tra il febbraio e il maggio 1901 la sua autobiografia, Il quaderno dei miei peccati.
In questo periodo Gemma frequentò assiduamente la Chiesa di Santa Maria della Rosa, sita in Lucca in Via della Rosa. Essa soleva sedersi sullo scranno adiacente all'ingresso della Chiesa, scranno ad oggi ancora visibile. In questa chiesa Gemma viene ricordata ogni anno nell'anniversario della sua precoce morte.
E' di questo periodo lo scontro di Gemma con il Diavolo. Insinuatosi dapprima gentilmente nei pensieri della ragazza, ricevendo sempre una strenua resistenza, il Diavolo si infuriò sempre più ferocemente con Gemma sino a colpirla lasciandole sul corpo ferite e contusioni. Sono segno tangibile di questa lotta le bruciature a fuoco vivo lasciate dal Diavolo su "Il quaderno dei miei peccati" che Gemma stava redigendo in quei tempi.
Nel 1902 Gemma afferma di essere stata informata da Gesù, durante un colloquio estatico, della volontà dello stesso di fondare un convento in Lucca di suore passioniste. Ella iniziò a dedicare ogni suo sforzo per la fondazione del monastero, che però avvenne solo pochi mesi dopo la sua morte.
Il periodo della pentecoste del 1902 vide peggiorare la salute di Gemma. Il 21 settembre 1902 si ammalò gravemente di tubercolosi, malattia che affrontò con serenità e coraggio grazie all'ausilio della fede e del Sacro Cuore di Gesù. Gemma ebbe la sua ultima estasi dolorosa la notte del Venerdì Santo. L'11 aprile del 1903, alle ore 13.45, Gemma si addormentò nel bacio del Signore, assistita amorevolmente dai Giannini. Gemma si incontrò, nella suprema povertà della morte, con lo Sposo crocifisso risorto. Quell'11 aprile era Sabato Santo. Come usava allora, da un'ora e tre quarti le campane di Lucca e del mondo avevano annunziato la resurrezione del Signore. Aveva solo 25 anni.

Il suo corpo venne rivestito con l'abito Passionista, l'ordine in cui ella avrebbe voluto entrare. Oggi le sue spoglie sono conservate nel monastero delle suore Passioniste di Lucca.

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