Felice Matteucci
Felice Matteucci (Lucca, 12 febbraio 1808 - Capannori, 13 settembre 1887).
La madre di Felice Matteucci, Angiola, era una nobile Tolomei-Albiani di Pietrasanta e il padre, Luigi Matteucci, fu primo ministro del Principato Lucchese di Elisa Baciocchi.
Fin da giovane Felice brillava per l'impegno negli studi: questo convinse suo padre a mandarlo a studiare all' età di 16 anni nel Reale Collegio Borbonico di Parigi, dove ben presto si distinse nella filosofia e nella matematica.
Verso la fine del 1825 Matteucci ritornò in Italia per completare i suoi studi e indirizzarsi, successivamente, verso la ricerca scientifica.
A Parigi e a Firenze studiò ù e meccanica.
I suoi primi interessi furono rivolti verso problemi idraulici: all'età di 27 anni realizzò il disegno di prosciugamento del lago di Bientina.
Nel 1838 sposò Giulia Ramirez di Montalvo da Campi Bisenzio, ultima discendente di una nobile famiglia di origine spagnola e si trasferì nella villa della moglie, anche per essere più vicino a Firenze dove stava compiendo alcuni studi per l'Osservatorio Ximeniano.
Nel 1851 conobbe padre Nicolò Barsanti degli Scolopi e rimase impressionato dalla sua idea per un motore a scoppio; da questo momento i due collaborarono per tutta la vita allo sviluppo pratico dell'invenzione.
Nel 1864, dopo la morte del socio ed il fallimento della società costituita per promuovere il motore, ritornò alla sua attività di ingegnere idraulico. Realizzò studi su idrometri e pluviometri e sulle opere idrauliche fluviali.
Nel 1877 rivendicò per sé e per Barsanti la priorità dell'invenzione del motore a scoppio, nel contempo sviluppato da Nikolaus August Otto in modo palesemente simile al motore Barsanti-Matteucci.
Gli insuccessi e le insoddisfazioni accumulate accelerarono la malattia che ne causò la morte nella sua villa di Vorno, frazione di Capannori.
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