Don Aldo Mei

Don Aldo Mei (Capannori, 5 marzo 1912 – Lucca, 4 agosto 1944). Don Aldo Mei nacque a Ruota Comune di Capannori (Lucca) il giorno 3 Marzo 1912 - da Mei Antonio fu' Giuseppe e da Mei Assunta fu' Giovanni. Cresimato a Pieve di Compito da S. Ecc. Mons. Marchi Arturo Arcivescovo di Lucca il giorno ~24 giugno 1919.
Entrato nel Seminario Arcivescovile di Lucca il 6 ottobre 1926.
Vestizione da Seminarista: Dicembre 1926.
Tonsura ricevuta a S. Frediano (Lucca) il 19 dicembre 1921.
Ordini Minor a S. Martino (Cattedrale di Lucca) li 17 dicembre 1932. Suddiaconato nella Chiesa di S. Giovanni in Lucca il 10 novembre 1934. Diaconato ricevuto nella Cattedrale di Lucca il 22 dicembre 1934. Ordinato Sacerdote in S. Pietro Somaldi di Lucca il 29 giugno 1935 da S. Ecc. Mons. Antonio Torrini Arc. di Lucca.
Messa Solenne a Ruota il 30 giugno 1935.
Entrata solenne a Fiano come Parroco il giorno 14 agosto 1935. Preso prigioniero al mattino del 2 agosto 1944.
Fucilato a Porta Elisa la sera del 4 agosto 1944 alle ore 22. Sepolto in tomba privilegiata del Comune di Lucca il giorno 6 Agosto 1944. Tumulazione in tomba privilegiata, per decreto del Consiglio di Stato Italiano, nella casa natale in Ruota il giorno 25 aprile 1949. ll giorno 31 Ottobre 1987 la salma di Don Aldo Mei è consegnata alla Comunità di Fiano e inumata in quella Chiesa Parrocchiale.
IL CAMMINO DELLE GRANDI ANIME
Ad una biografia di don Aldo Mei, veramente adeguata alla misura altissima della sua spiritualita, manca ancor oggi, l'imponente testimonianza dei suoi scritti che costituiscono una singolare sequenza documentaria lungo l'itinerario della sua vita, dall'insorgere, nella sua adolescenza, della perentoria vocazione al sacerdozio, alla immolazione suprema, in quel giorno del 4 agosto del 1944.
Non sempre il cammino delle anime grandi (e come è grande l'anima di questo esile prete di Lucchesia!) è stato accompagnato, passo per passo, da una sequenza di scritti autobiografici come nel caso di don Aldo Mei.
Egli non pensava, affidando a quella sua minutissima scrittura pensieri, riflessioni, meditazioni, di scrivere per eventuali lettori: a parte le lettere, dove l'istanza comunicativa e naturalmente primaria e diretta, la maggior parte degli scritti di don Aldo porta il segno in un'intima sollecitazione personale: come una verifica, attraverso l'oggettivazione della scrittura, del proprio itinerario spirituale, la preoccupazione di sottrarre quella sua mirabile vita interiore ai rischi di un vago intimismo per garantirla al suo dialogo con Dio e con gli uomini.
La scrittura diviene per lui un vero e proprio strumento metodologico di disciplina spirituale e attenta, scrupolosa propedeutica alla sua missione pastorale.
L'Istituto Storico della Resistenza in Provincia di Lucca ha potuto raccogliere nel proprio Archivio, l'imponente insieme di queste scritture evitando il rischio tutt'altro che ipotetico di una dispersione.
Si sta ora provvedendo ad una loro catalogazione per evidenziarne le diverse tematiche in una successione cronologica.
Questa indispensabile opera di sistemazione archivistica era già stata iniziata dal fratello di don Aldo Mei, don Natalino, ma richiede di essere completata ed integrata in modo da garantirne la disponibilità agli studiosi.
Non e questo un auspicio eccessivo: il messaggio di don Aldo Mei rimane pienamente attuale in questi nostri tempi dominati dalle dispersive suggestioni dell'esteriorità e incapaci di raccogliere gli interiori moniti della coscienza.
Le note che seguono si collocano sotto il segno dell'attesa di una adeguata ricostruzione dell'itinerario di don Aldo e sono necessariamente limitate ad alcuni dati obbiettivi già noti. Abbiamo aggiunto alcuni brani dei suoi scritti finora inediti che ci sono apparsi significativi anche a prescindere da quella pur necessaria sistemazione organica a cui si e accennato.
Con tali limiti ci collochiamo nell'ambito di quelle pubblicazioni di breve respiro ma sostanziate di dati obbiettivi che, all'indomani della Liberazione, cominciarono a circolare: la più antica e, con molta probabilità, quella apparsa nell'aprile del 1945 munita di approvazione da parte dell'Ufficio Affari Civili del governo militare alleato.
Si tratta di un opuscoletto di 12 pagine edito dalla libreria Baroni di Lucca e il cui prezzo fu devoluto (a totale beneficio del monumento che - in memoria del Martire, sorgerà in Fiano di Pescaglia).
Sempre nello stesso anno l'imprimatur ecclesiastico porta la data del 23 aprile 1945 comparve un altro piccolo opuscolo di otto pagine intitolato "Don Aldo Mei Parroco di Fiano"; fu pubblicato a cura dei Sacerdoti Oblati del Volto Santo. Un altro, di analoghe dimensioni tipografiche, fu stampato a cura del Villaggio del Fanciullo.
Ognuno degli opuscoli ricordati riporta il ritratto di Lui, poi sempre ricorrente, in analoghe pubblicazioni: un volto insieme dolce e severo illuminato di spiritualità. Il primo degli opuscoli ricordati raccoglieva, sul fondamento di testimonianze vissute, una commossa narrazione dell'arresto, del processo, del martirio di don Aldo. Si riportava anche un brano degli scritti di Lui redatti, tra gli insulti dei suoi carnefici, dopo la comunicazione della condanna a morte:
L'insieme di tali scritti costituisce quel testamento spirituale, ardente di carità, in cui prendeva voce di cristiana speranza l'attesa di pace, in quegli anni, dell'Europa oppressa. Giustamente alcuni di questi scritti furono accolti nei volumi delle "Lettere dei condannati a morte della Resistenza", in Italia e in Europa. Gli altri due opuscoli citati si articolano in due parti: una dedicata a cenni biografici, l'altra alla trascrizione del Testamento spirituale.
Sempre rimanendo nell'ambito delle prime testimonianze a stampa, assume particolare rilievo il Numero unico pubblicato, ad un anno dalla morte di don Aldo, quando fu inaugurato il monumento in Fiano.
La pubblicazione comprendeva una lettera di Monsignor Antonio Torrini, allora Arcivescovo di Lucca, in cui si plaudiva all'occasione da essa offerta di "illustrare la sublime figura di questo modello di sacerdote e di pastore, che ha saputo imitare cosi fedelmente il Maestro divino".
Sempre nella parte introduttiva del numero unico apparivano brevi note redatte da don Pietro Poli, da Don Pietro Tocchini, da don Emilio Micheli, da don Arturo Paoli e dal prefetto di allora, avv. Giovanni Carignani.
Seguiva una scheda biografica curata da don Francesco Bevilacqua, succeduto a don Aldo nella parrocchia di Fiano.
Si riportavano poi, per intero, gli scritti redatti da Lui nelle ore supreme. Di notevole rilievo erano, nella parte conclusiva, le schede di ricordi, rilasciate da diretti testimoni. Compaiono i nomi del professor Augusto Mancini, dell'avv. Enrico Santini, dell'Ispettore scolastico Federico Tonelli, del dott. Giuseppe Ferrara, delle suore Barbantini.
Nel suo consistente respiro documentario quel numero unico rimane un testo di rilievo nel cammino, tuttora incompiuto di una ricostruzione dell'itinerario terreno di don Aldo Mei.

Lorenzo Nottolini

Felice Matteucci

Carlo Piaggia

Santa Gemma Galgani

Don Aldo Mei

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