INNAMORARSI DEL COMPITESE

immagine dell'articolo Innamorarsi del compiteseViaggio alla scoperta di una delle più belle terre della campagna di Lucca.
Torri medievali, antiche borgate, pievi romaniche, ville ottocentesche, in un regno del verde ai piedi del Monte Serra - Un battesimo che risale alle tradizioni romane - Turisti alla ricerca del profumo d'altri tempi.

Il Compitese: una vasta area territoriale, miracolosamente verde, all'estremo sud del Comune di Capannori (Lucca) che si snoda come un rosario in diverse frazioni, sotto i Monti Pisani, vicino alla vetta del Serra che e già alto 917 metri. A solo nove chilometri dalla città di Lucca, fra i caldi profumi della macchia mediterranea, castagni secolari e ricche chiome d'olivo (che arricchiscono la zona d'olio sopraffino), la natura sembra davvero esplodere in una fantasmagoria di colori.
E’ vero, non siamo nei luoghi del turismo convenzionale, al centro di ambienti ricchi di specifiche opere d’arte (se pure la zona non ne sia sprovvista) ma in compenso il territorio, ancora vergine e selvaggio, può offrire al turista numerose attrattive naturalistiche che ben lo rendono competitivo sulle località dalla nomèa risonante.

Mèta di un turismo minore mai quantificato - ma assicurano in diverse frazioni della "Compiteria", as- sai qualificato (da ricordare per tutti i soggiorni dello scrittore inglese Vernon Bartlett) - la storia di questi luoghi fatta di umiltà, di provvidi raccolti e di fatiche umane, ci giunge oggi intatta nei toni come nelle tradizioni - ricordandoci un passato "ricco di lavoro". Ponticelli, muri a secco che s'inerpicano fra grosse piante d'olivo, vecchie costruzioni e torri d'avvistamento della repubblica di Lucca, tante selve di pino e più in la, nascoste nel verde, le caratteristiche "corti lucchesi". Ricche di fienili, quest'ultime, con le rosse "mandorlate" sono li a ricordare a tutti un passato agricolo non poi tanto lontano; quando ancora il pane si faceva nel piccolo forno di casa, quando la carne del maiale era ben conservata (sotto sale) nella "bigongia" e quando ancora la gente si scambiava l'opra, nell'aia davanti casa. Altri tempi e vero, che pero ci - ripropongono, an cor oggi, costumi diversi, usanze forse più sane e spontanee ma soprattutto la storia del tempo. Vecchie case dicevamo, ben solide, costruite magari a scappatempo dagli stessi agricoltori che, con la pietra di Guamo o di Massa Macinaia, sapevano edificarsi un tetto.
Tutto ciò nel Compitese è ancora vivo ed e forse per questo che la zona e sempre più appetibile ad un'utenza turistica alternativa: in questo mondo che sembra parlare ancora "la lingua quotidiana", in questi paesini arroccati attorno al proprio campanile, tra ruscelli che si perdono nelle valli, campi di grano e verdissimi prati, c'è tutto un universo di turisti che cercano quiete nelle numerose case-vacanze sorte un po' ovunque. Sono inglesi, svizzeri ma per lo più tedeschi, veri appassionati di queste atmosfere dal sapore d'altri tempi.

Turisti a cavallo

E assai frequente vederli passeggiare nelle viuzze dei paesi, intenti all'acquisto di generi alimentari, a far fotografie od ancor più frequentemente, a cavallo di "avelignesi" nelle strade poderali, per gustare metro dopo metro, il fascino di quell'intreccio di strade che i Romani chiamavano "Lares Compitales" ed ai cui crocicchi ponevano appunto immagini sacre; da qui il toponimo "Compito", che accompagna gran parte delle frazioni di questa zona del Comune di Capannori.

Il nucleo dei paesi di cui si parla ha in effetti caratteristiche geografiche ben diverse rispetto ad altri territori del Capannorese; vicende storiche, interventi umani ed una particolare configurazione geologica, hanno determinato pittoreschi agglomerati collinari, un tempo circondati da terre paludose. Il Serchio infatti, importante fiume dei commerci di allora, uscito dal suo percorso montano a Ponte a Moriano, percorreva la Piana Lucchese da Nord a Sud ed entrando tra i Monti Pisani e le Cerbaie fino a Vicopisano, raggiungeva il mare. Il Compitese dunque, rientrando in questa viabilità, fatta di scambi commerciali, ne traeva indubbi vantaggi economici, vista l'attività fiorente dei pescatori ed affaristi lucchesi che, al "Porto" o alla "Dogana" (S. Ginese di Compito) andavano a pagare il "quid" dovuto.

Vecchie barche del tempo che fu, testimoniano ancora un passato fiorente che, un dissesto idrogeologico, trasformò in periodo di crisi per il Compitese; per un abbassamento del terreno il Serchio, che sfociava in Arno, fu costretto ad allagare un territorio più basso del greto del corso d'acqua fiorentino. Si formò così un grande lago denominato di Sesto e, tutto il territorio, fu circondato da zone palustri che, piano piano, furono bonificate dal lavoro dei contadini.
Non esistono precisi riferimenti cronologici in proposito, anche se si prende come pietra di paragone la leggenda del "miracolo di S. Frediano" Ma quali sono queste caratteristiche frazioni del Compitese? L'elenco potrebbe partire con Colognora di Compito, antica "colonia" (da coloniola) degli Anziani di S. Zita che qui venivano per la caccia agli uccelli palustri per poi spaziare su S. Ginese di Compito, antica roccaforte della Repubblica Lucchese (Castel Durante) e sede di una delle piu antiche Pievi della zona (Villora). Procedendo troviamo S. Leonardo in Treponzio (Fra tre Ponti) dove i Cavalieri di Altopascio fecero costruire un ospizio per pellegrini, diretti ai Santuari più famosi, (qui nell'anno 1000 svolse la sua opera il Beato Benedetto che volle anche la chiesa del piccolo centro.)

Molini, case di pietra, sorgenti

Continuando nel nostro excursus incontriamo Massa Macinaia, famosa per le macine dei molini che, lungo il rio, sfamavano tutta la popolazione o per le cave di pietra di cui erano popolate le sue colline. Ci viene incontro adesso S. Giusto di Compito, vecchissimo crocchio di case, sviluppatosi attorno alle sue torri, integrate nel verde dei Monti Pisani e, più in là S. Andrea di Compito, paese di acque oligominerali, la cui torre medioevale fungeva da punto di segnalazione per difendersi dai “Cattivi Pisani”

Dolci colline, campagna rigogliosa e ridente, fantasmagoria di colori: ecco le caratteristiche del Compitese

Ed ecco il capoluogo del Piviere di Compito, con la Pieve, che conserva la primitiva struttura romanica della chiesa; attraversata dal torrente Visona, sul suo verde territorio, ospita bellissime ville ottocentesche. Siamo giunti a Colle di Compito e da qui per Ruota, c'immergiamo completamente nei viottoli che portano al Monte Serra, tra pini profumatissimi e ginestre in fiore.
Castelvecchio di Compito, I'ultimo paese di questa "oasi" del comune di Capannori, sembra dominarci dall'alto del suo colle che vide le glorie di Castruccio Castracani degli Antelminelli; costruito all"'estremo confine" col territorio pisano, le autorità della repubblica lucchese, nel '500, temevano in queste zone i continui attacchi da parte dei Medici. Tante colline dalle quali spaziare l'orizzonte, un polmone di verde per la Lucchesia e tante tradizioni, sono i componenti principali dell'attrattiva turistica di questi paesi ancora a misura d'uomo.

Massimo Raffanti



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